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Dettaglio tecnico della lavorazione di BOLLEDIVINO Metodo classico

Uvaggio: Pinot Nero, Chardonnay, Vespaiola

Vinificazione: Il pinot nero che usiamo per creare il nostro spumante assieme al chardonnay e alla vespaiola vengono spremuti a grappolo intero. La spremitura è separata tra i 3 vitigni ed è soffice, con una resa del 50%. Questo tipo di spremitura estrae dai grappoli solo le parti più nobili e ci darà un mosto fiore di qualità. Le uve destinate ai nostri spumanti vengono raccolte anticipatamente per conservare acidità e freschezza e per avere un grado alcolico basso e adatto alla tipologia del prodotto. Qui inizia la prima fermentazione.

Tiraggio: Prepariamo lo sciroppo di tiraggio (liqueur de tirage) con una miscela di vino, una precisa quantità di zucchero, lieviti e sostanze minerali. Questo sciroppo viene aggiunto poco per volta a tutto il vino, il procedimento dura circa 5 giorni.

Imbottigliamento: Dopo aver inserito lo sciroppo di tiraggio, imbottigliamo il vino nelle champagnotte e sigilliamo con tappo a corona. Sotto il tappo si trova il bidule, un cilindro di plastica dove si faranno accumulare le fecce. Su alcune bottiglie viene installato l'afrometro per monitorare il decorso della fermentazione.

Presa di spuma: E’ il procedimento che porta il vino a diventare spumante. Le bottiglie vengono accatastate orizzontali in cantina, dove umidità e temperatura sono costanti e vi è assenza di vibrazioni, rumori e odori e luce scarsa. La luce infatti, potrebbe provocare l'ossidazione del vino: per questo il vetro delle nostre bottiglie è scuro. I lieviti trasformano gli zuccheri in alcol etilico ed anidride carbonica, che questa volta, non potendo fuoriuscire, si discioglie nel vino. I lieviti arricchiscono il vino di aromi e sapori. La presa di spuma coincide, con la seconda fermentazione.

Affinamento sui lieviti: l'affinamento è lento. Le nostre bottiglie affinano per 30 lunghi mesi sui lieviti, finchè si creeranno bollicine persistenti, numerose e dalla grana fine. Molti disciplinari di produzione prevedono periodi di affinamento dai 18 mesi per i non millesimati fino ai 33 dei millesimati (mille giorni). Durante questo periodo pratichiamo a mano, una o due volte il coup de poignée, che consiste nel dare una scossa alla bottiglia per evitare che la feccia si attacchi sulle pareti del vetro, inoltre, nel rimettere energicamente le fecce fini in sospensione si favorisce l'ulteriore sviluppo di caratteristiche organolettiche evolutive.

Messa in punta: Finito l'affinamento sui lieviti, le bottiglie vengono prese dalle cataste di maturazione e, dopo aver staccato il deposito tramite scuotimento, poste su appositi cavalletti (pupitres). Qui effettuiamo manualmente il remuage. Le bottiglie vengono ruotate giornalmente di 1/8 di giro e inclinate periodicamente per veicolare le fecce verso il collo della bottiglia entro 1-2 mesi. Alla fine di questo periodo, le bottiglie saranno in posizione quasi verticale, e le fecce convertiranno appunto,sulla punta della bottiglia.

Sboccatura: Arriva per lo spumante il momento di essere messo in commercio, dunque si procede con la sboccatura, o dégorgement. Il collo della bottiglia viene immerso in una soluzione di acqua e glicole propilenico, in modo tale da ghiacciare lo spumante contenuto nel solo collo della bottiglia (quello che ingloba le fecce). Una volta aperta la bottiglia, per effetto della pressione, il cilindretto di ghiaccio con le fecce viene espulso, assieme ad una parte di prodotto, che viene dunque rabboccato. Facciamo poi passare almeno altri 2 mesi dalla sboccatura prima dell’apertura della bottiglia, per far stabilizzare il vino dopo lo shock subito. Sapere quando avviene la sboccatura è un’informazione importante per il consumatore, in quanto, il metodo classico dovrebbero essere consumato in media entro tre-cinque anni da questo evento. Sarà quindi nostra premura riportare in controetichetta l'anno, il mese e il giorno in cui effettueremo la sboccatura del nostro metodo classico.

Tappatura: Abbiamo scelto per le nostre bottiglie un tappo di sughero di ottima qualità per garantire elasticità e robustezza. Il tappo all'origine è cilindrico ed assume la caratteristica forma a fungo dopo la compressione che subisce nel collo della bottiglia. Per evitare che il tappo fuoriesca a causa dell’elevata pressione, va applicata infine, la gabbietta metallica.

Etichettatura: Etichettiamo le nostre bottiglie, una per una, con un procedimento semi manuale. Le imprecisioni che potreste trovare, vanno interpretate come simbolo di unicità del prodotto.